AUTOCONFEZIONAMENTO DI PASTONE PER IL PERIODO RIPRODUTTIVO DEI CANARINI
Intanto cominciamo con il dire che l’uovo deve essere bollito per in tempo minimo di 20 minuti fino a 30 minuti. Questo indipendentemente dal tipo di pastone che si andrà a preparare.Preliminarmente voglio anche dare alcune indicazioni circa il metodo che personalmente uso dopo la schiusa dei piccoli e fino al terzo giorno dalla nascita. Tolgo un pezzo di tuorlo da un uovo che poi rendo cremoso con del latte ed al quale aggiungo qualche goccia di vitamine del gruppo A-D3 e con una siringa imbecco i piccolo, questa pratica, secondo me, aiuta tantissimo i piccoli a superare i primi giorni di crisi.
Altra cosa che faccio è che quando sbuccio le uova lesse, non butto via il guscio, ma, lo conservo
( dopo averlo fatto asciugare). Quando ne faccio un buon numero, li frantumo in pezzi non molto piccoli e li passo nel forno, gia caldo, per circa 5-10 minuti per farli asciugare ancora. Tra una cova e l’altra, o anche dopo, li somministro agli uccelli che lo usano sia come grit che come calcio.Il pastone messo a disposizione della coppia, dovrebbe essere consumato nel giro di poche ore. Compatibilmente con il tempo a disposizione, lo aggiungo anche tre volte al giorno quando cioè viene finito. Nel frattempo quello che ho preparato la mattina, lo conservo nel frigo. Oppure, ne metto a disposizione un tot che nel pomeriggio lo sostituisco con quello inumidito con semi di ravizzone rosso sbollentato, in modo che possa tranquillamente durare, senza pericolo di muffe, fino l’indomani mattina.
Altra tecnica sperimentata dal sottoscritto, è quella per invogliare la coppia a mangiare il pastone.
È notorio che i canarini sono esserini molto curiosi, quindi, prelevando spesso il contenitore del pastone dalla gabbia e, mescolando il contenuto con un cucchiaino, nel rimettere dentro la gabbia il contenitore, i soggetti curiosi andranno a beccare di nuovo il contenuto.
Vi sono molti modi per inumidire il pastone sia quello che facciamo in casa che quello commercializzato dalle varie ditte, alcune sostanze da me usate sono: Carote, broccoletti , mela, succo di frutta, yogurt (possibilmente bianco), succo d’arancia, acqua vitaminizzata, acqua glucosata, latte scremato. La raccomandazione è di non rendere il pastone una poltiglia ma abbastanza umido da gonfiare e restare morbido.
Detto questo veniamo alla realizzazione dei vari tipi di sfarinato per il pastone:
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Ricetta (A) |
Ricetta (B) |
Ricetta (C) |
Pastone da mantenimento da inumidire con succo di frutta e due volte a settimana con yogurt.
Ricetta (D)
Questa ricetta e stata da me usata per diversi anni con ottimi risultati. È utile per quanti non abbiano molto tempo da dedicare alla preparazione giornaliera del pastone e quindi la mattina, prima di scappare al lavoro devono in pochi minuti accudire ai canarini:
Si cuoce un chilo di farina di mais (quella precotta) per polenta, ad ogni kilo di farina, durante la fase di cottura, si aggiungono tre uova. La consistenza deve essere leggermente liquida. Poi si versa tutto nei contenitori per il ghiaccio e si lascia raffreddare e quindi si ripone nella ghiacciaia. Ogni sera, a seconda dell’esigenza si tirano fuori uno o due o anche più cubetti che l’indomani mattina, si troveranno scongelati ed a temperatura ambiente, si mettono quindi a disposizione delle coppie e in men che non si dica il problema è risolto. Questo logicamente non deve essere fatto da chi alleva canarini a fattore giallo e che ha intenzione di esporre alle mostre perché il mais colora molto il piumaggio.
Se si sceglie di colorare i canarini, per far attaccare i granelli di colorante agli elementi del pastone, conviene, al momento della preparazione amalgamare tutto con qualche cucchiaino di olio d’oliva.